Milano (askanews) - L'ambasciatore spagnolo, Javier Elorza, non ha dubbi: l'Expo di Milano l'avrebbe fatta esattamente così come l'Italia l'ha pensata. Il diplomatico parla in occasione della presentazione del Padiglione Spagna e del programma che lo animerà durante i sei mesi dell'esposizione universale. In una struttura che si ispira a una serra a doppia navata, la Spagna punta a fondere innovazione e tradizione. Due concetti che, spiega il commissario generale del Padiglione Maria Teresa Lizaranzu, fanno parte del Dna della Spagna:"Vogliamo riflettere il binomio dell'innovazione e della tradizione - dice - della nostra produzione agroalimentare e della nostra offerta gastronomica ma dare anche il nostro contributo all'Expo sul tema della nutrizione del Pianeta".L'Expo di Milano è dunque una occasione per la Spagna di mostrarsi al mondo. Ma non solo: "Naturalmente i produttori di vino o altro andranno a guadagnare - dice l'ambasciatore - ma questo non è l'obiettivo nè dell'Italia nè della Spagna. E' molto più a lungo termine". "Noi chiediamo che l'Expo serva di supporto al dibattito della Fao, soprattutto che dia messaggi chiari a tutti i Paesi e che serva a raccogliere le istanze in arrivo dai singoli Paesi e dalla società civile - aggiunge Maria Teresa Lizaranzu - Abbiamo fatto un padiglione aperto perchè crediamo fondamentale sia un progetto partecipato" .