Washington (TMNews) - Anche l'America deve fare i conti con l'economia sommersa, ovvero il lavoro in nero. Un fenomeno in rapida crescita soprattutto perchè permette di guadagnare di più rispetto a un posto da dipendente. Varie le figure che alimentano il sommerso come spiega Sudhir Venkatesh, professore di Sociologia alla Columbia University. "L'economia sommersa non è composta da persone che sbarcano il lunario facendo piccoli lavoretti, ma da figure con alta professionalità come designer, programmatori di computer e commercialisti. Persone che guadagnano decine di migliaia di dollari, ma preferiscono farlo in nero".Ma la shadow economy, come la chiamano negli Stati Uniti, è solo un aspetto di un mercato del lavoro in profondo fermento. In forte crescita negli ultimi anni soprattutto per tagliare i costi, il ricorso da parte delle aziende a liberi professionisti, i freelance, che oggi sono pari a 42 milioni, circa un terzo della forza lavoro americana e destinati, secondo stime, a diventare la metà nel giro di 10 anni. Alla Freelance Union, l'associazione che li rappresenta, sono iscritti 200mila professionisti e tutti dichiarano i propri redditi. Ma la tentazione di scivolare nel sommerso è forte perché la pressione fiscale è molto superiore per un freelance che per un dipendente assunto. Stime indicano in 2 mila miliardi di dollari il sommerso negli Usa con comprensibili ricadute negative sull'economia reale a causa della distorsione dei costi fra imprese che assumono e quelle che pagano in nero, ma anche sui lavoratori dal momento che chi lavora nell'ombra lo fa senza alcun tipo di tutela.