Teheran, (askanews) - Il presidente dell'Iran Hassan Rohani ha ostentato sicurezza sul crollo del petrolio. "Ci danneggerà meno di altri", ha detto ad una folla radunata in uno stadio a Teheran. Ma al tempo stesso ha lanciato minacce contro coloro ritiene aver ordito un "complotto", che sarebbe alla base della caduta delle quotazioni."Coloro che hanno pianificato il calo dei prezzi contro alcuni Paesi - ha avvertito il presidente iraniano - devono sapere che se ne pentiranno".I corsi del greggio sono ormai più che dimezzati rispetto ai picchi toccati lo scorso maggio, con il barile che fluttua ben sotto i 50 dollari. Il bilancio dell'Iran è stato calcolato prendendo a riferimento un barile a 72 dollari. Ma "se l'Iran soffre di questa riduzione, altri paesi produttori, come l'Arabia Saudita e il Kuwait soffriranno di più", ha tuonato Rohani.Gli stessi sauditi potrebbero essere ritenuti da Teheran tra gli artefici del "complotto". Ryiad si è rifiutata di tagliare l'offerta in risposta ai cali dei prezzi. E secondo gli analisti è uno dei fattori che ha contribuito ad accentuare la flessione. Visto anche il peso che i sauditi hanno nell'Opec, il cartello dei Paesi esportatori che a sua volta non ha ridotto le forniture.