Roma, 3 lug. (TMNews) - Un sensore sulle gomme che dialoghi con i battistrada, uno che misuri la pressione del guidatore per far rallentare l'auto se non in grado di guidare. Contenitori di pillole che avvisano quando è arrivata l'ora di prendere quella quotidiana. Magliette che monitorano il battito cardiaco. Per ora solo prototipi ma il futuro è dietro l'angolo per la seconda rivoluzione digitale, l'Internet of everything, ossia la capacità di integrare persone, cose e processi.Roberto Masiero, Co-Founder & Managing Director, The Innovation Group."L'80 per cento del pil è ancora legato alle attività fisiche. La possibilità di espandere il dominio di internet a tutta l'area del mondo fisico ci consente un sostanzaiel incremento di produttività nell'area del manifattturing attraverso l'integrazione e l'efficientizzazione del processi."L'impatto di Internet sulla crescita del pil Usa da qui al 2025 è valutato in un range dal 2 al 5 %.Per l'Italia sta passando il treno, e questa è l'ultima occasione per salire sull'ultimo vagone, secondo David Bevilacqua, vicepresidente per il sud Europa di Cisco.Dalla "fortissima spinta all'innovazione" può venire l'accelerazione per la ripresa dell'economia e dell'occupazione perché se l'economia non riparte nei prossimi 10 mesi, ha avvisato Franco Bassanini, presidente della Cassa Depositi e Prestiti, "noi siamo morti".