Roma, (askanews) - La quarta rivoluzione industriale è ormai una necessità alla quale l'Italia deve attrezzarsi per giocare la sua partita nel mondo del lavoro. Se ne è parlato nel convegno "Industria 4.0: il futuro del lavoro e il lavoro del futuro" nel corso del quale numerosi sono stati i contributi di studiosi, politici e tecnici. Dal fronte governativo Stefano Firpo, direttore generale per la politica industriale, la competitività e le pmi del Ministero dello sviluppo economico ha chiarito che la sfida è alla portata del Paese.

"Una sfida importante e strategica che il Paese deve giocare. Ne va della competitività e dell incremento di produttività del sistema Italia in particolare del sistema di piccole e medie imprese. E una sfida alla portata del Paese una sfida in cui la componente tecnologica è importante ma non è determinante. Si tratta di portare avanti nuovi modelli di business, nuovi modelli di organizzazione, l utilizzo dei dati nei fattori di produzione e nei processi produttivi. Tutte cose su cui il sistema Paese è pronto, bisogna però finalmente accelerare e uscire dal cosiddetto sciopero degli investimenti e accogliere questa grande sfida e giocarsela".

Secondo Oscar Pasquali, capo della segreteria tecnica del ministero dell'istruzione si deve puntare sulla ricerca.

"Siamo difronte sostanzialmente ad un salto quantico della storia, ne abbiamo visti diversi negli ultimi secoli e lo abbiamo visto attraverso le rivoluzioni industriali. Abbiamo la percezione di essere in un mondo di emanuensi nell avvento della stampa a caratteri mobili, solo che con questa società con questa economia globale e internazionale e interconnessa gli impatti saranno di ordini di centinaia di milioni di volte più forti. Il piano industria 4.0 va a lavorare sui fattori abilitanti cioè sulle competenze e sulle nuove soluzioni in termini di ricerca che servono appunto per poter governare questi processi e dare alle nostre persone le competenze necessarie per poter lavorare anche in questo nuovo contesto".

Il sociologo Domenico De Masi si è soffermato sulla ricerca presentata da Sharp sull'uso della tecnologia in ufficio.

"Oggi abbiamo discusso una ricerca molto interessante che cerca di misurare il gap che c'è a livello di impiegati, una ricerca su sei mila intervistati in 9 paesi europei e si vede che il problema è di metabolizzare queste nuove tecnologie che se bene usate sono uno strumento straordinario, se male usate sono una perdita di tempo".

Parlando della stessa ricerca il direttore delle relazioni esterne di Sharp, Carlo Alberto Tenchini rileva che a mancare nelle imprese è la competenza.

"Le imprese hanno le loro problematiche organizzative pagano dei ritardi la loro dimensione soprattutto per quanto riguarda l'Italia ma il problema vero è il livello di competenza".