New Delhi (TMNews) - La speranza indiana, come l'aveva definita Federico Rampini, è andata appannandosi negli ultimi mesi sotto i colpi della crisi economica che ha forse anche innescato il ritorno di violenze e tensioni che lo splendore della Shining India aveva quantomeno fatto tornare nell'ombra. Ma ora la crescita si è fermata, e l'Indonesia incalza Delhi, tentando di prendere il posto dell'India, di cui condivide la lettera iniziale, nel consesso dei Paesi BRIC. Il ministro delle Finanze indiano Palaniappan Chidambaram, in carica dallo scorso luglio, però confida ancora nella possibilità di riforme strutturali che possano cambiare la situazione, e presenta un nuovo piano. "Questo - spiega il ministro - ci rimetterà sul sentiero della crescita. Abbiamo le potenzialità per tornare e andare oltre l'8%".Gli osservatori internazionali, come nel caso del giornalista Simon Cox dell'Economist, sottolineano dei primi segnali positivi. "Da settembre - nota il commentatore - il governo ha cominciato a mettere insieme una serie di misure che dovrebbero portare alle tanto attese riforme".Riforme che lo stesso premier Manmohan Singh sta cercando di portare avanti, con esiti alterni, dai primi anni Novanta e che oggi il governo spera possano servire a rilanciare l'economia e a rimettere in moto l'arrugginita, ma potenzialmente ancora poderosa, locomotiva indiana.