Roma, (askanews) - Il codice degli appalti è stato al centro di un approfondito convegno a Roma, promosso dallo studio legale Di Pardo e organizzato dal gruppo Hdrà. Un confronto serrato tra tecnici e rappresentanti delle imprese su un tema di stretta attualità e spinte contrapposte. La politica, da una parte, che vuole sbloccare investimenti e sviluppo e dall'altra chi, come l'Anac, richiama alla cautela e a non disfare un quadro normativo ancora in assestamento.

Secondo Giuliano Di Pardo, avvocato con una ventennale esperienza nel settore, il nuovo codice e il proliferare delle fonti normative hanno creato una crescente confusione. Anche perché in soli due anni ha già subito 441 modifiche.

Sui grandi appalti la quota di ricorsi è più alta della media e in generale i propositi di riduzione dei contenziosi sono stati gestiti creando un "percorso a ostacoli", che però grava le imprese di costi elevatissimi. Spesso, proprio per questo, le aziende optano per procedere sul penale, semplicemente perché "non costa nulla", ha spiegato.

Il presidente di Consip, Roberto Basso ha meso in rilievo la crescente diffidenza da parte dei funzionari pubblici nell'entrare in contatto con il settore privato. Ma anche il problema delle perdite di competenze della Pa e la necessità di rifocalizzarne il personale sul conseguimento di obiettivi precisi.

Da parte dei numerosi rappresentanti di imprese sono piovute critiche al quadro procedurale attuale. Con anche alcune divergenze di vedute su temi specifici, come quello dei limiti ai subappalti. "Spero che questo tavolo sia solo l'inizio di un lungo cammino insieme", ha voluto concludere Di Pardo.