Milano (TMNews) - Le vaschette in bella vista nelle vetrine hanno preso il posto degli anonimi pozzetti di un tempo. Ma loro, i gelatieri, assicurano che il gelato è quello di una volta. In realtà qualcosa è cambiato: perchè per preparare il gelato non si parte più da uova, zucchero, frutta fresca o secca, a seconda dei gusti. Ora tutto ha inizio con i semilavorati. "Ci permette il semilavorato di avere un prodotto di qualità ma di facilitare la vita del gelatiere che vuole usare materie prime qualificate senza andare in giro a prendere nocciole raffinarle e prendere una pasta che abbia le stesse caratteristiche".Fabrizio di Marzio forma gli aspiranti gelatieri dell'Accademia del gruppo Montebianco di San Giuliano Milanese. Per lui chi demonizza i semilavorati per il gelato non sa di che si tratta: "I nostri semilavorati non sono prodotti chimici ma prodotti naturali preparati per il gelatiere".Però chi mangia un gelato al pistacchio deve sapere che dentro non ci finisce la frutta secca ma quella che gli addetti ai lavori chiamano pasta di pistacchio, una sorta di crema ottenuta con la raffinazione dei pistacchi: "Altrimenti se noi andassimo a frullare il pistacchio come la nocciola anche se noi lo riducessimo in polvere non avremmo una polvere così sottile da essere sciolta nella miscela del gelato".Piaccia o non piaccia, la diffusione dei semilavorati è ormai una realtà nel mondo delle gelaterie artigianali, in cui l'Italia la fa da padrona: "Sul gelato artigianale siamo sicuramente i numeri uno la concorrenza è data dai gruppi industriali che hanno delle risorse decisamente superiori a quelle dell'artigiano".