Roma, (askanews) - Un mercato che solo in Italia fattura quasi 7 miliardi di euro, con risorse sottratte al fisco per oltre un miliardo e mezzo, e all'occupazione, con circa 100.000 posti di lavoro persi. E' quello della contraffazione, che dal 2012 è cresciuto del 4,4%. Al danno in termini economici si aggiunge in molti casi quello per la salute dei consumatori, come avviene per i medicinali, i giocattoli e le sigarette di contrabbando prodotti al di fuori degli standard nazionali ed europei.

Ma l'aspetto più inquietante di questo traffico - tradizionalmente controllato dalla criminalità organizzata - è che si tratta di una delle fonti di finanziamento del terrorismo di matrice islamista dell'Isis. Già dopo gli attentati che hanno insanguinato Parigi nel 2015 gli esperti hanno messo in guardia sul fatto che molti dei terroristi avevano legami con la microcriminalità dedita allo spaccio di falsi e sigarette di contrabbando, e a volte erano essi stessi spacciatori.

Una recente inchiesta della storica trasmissione di approfondimento Plusminus della Tv tedesca ARD ha rivelato come anche in Germania il contrabbando di sigarette sia nel mirino dell'Isis e di Al-Qaida. Uno dei massimi esperti mondiali sui rapporti fra terrorismo e criminalità organizzata, la professoressa Louise Shelley della George Mason University, ha spiegato così la situazione: "I terroristi fanno sempre meno ricorso al traffico di droga come fonte di finanziamento. Le droghe attirano troppo l'attenzione della polizia. Ora si concentrano su settori che danno meno nell'occhio, e per questo si dedicano alle merci contraffatte e le sigarette di contrabbando".

Margini di guadagno enormi a rischi minimi. Ma secondo Shelley, nonostante sia provato che il 95% dei responsabili degli attacchi terroristici recenti in Europa provenissero dal mondo della microcriminalità, l'attenzione delle autorità è ancora troppo bassa.

E in Italia? Secondo il deputato e tesoriere di Forza Italia Pietro Laffranco, l'attenzione delle forze dell'ordine è alta, ma a livello governativo andrebbero intraprese azioni più incisive, ad esempio per contrastare il contrabbando di sigarette alla fonte, cioè facendo pressione sui paesi in cui vengono prodotte: "Perché la contraffazione oggi si configura soprattutto per sigarette prodotte legalmente in determinati paesi e poi importante illegalmente per esempio nel nostro paese. Arrivano soprattutto dalla Bielorussia delle sigarette prodotte in modo legale, ma che arrivano qua in maniera illegale".

Laffranco ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministero delle Finanze e si accinge a presentarne un'altra a quello degli Esteri.

"Questo fenomeno va aggredito attraverso un lavoro da farsi in Europa ma soprattutto con accordi di carattere internazionale perché in questo caso ad esempio, ovviamente la Bierlorussia non fa parte della comunità europea e quindi vanno stipulati degli accordi. Però noi dobbiamo assolutamente fermare questa cosa, soprattutto da quando è scattato l'allarme per cui c'è un ritorno per il terrorismo da parte del contrabbando di sigarette".