Washington (TMNews) - Restano sconosciute le cause dell'incendio a bordo di un nuovissimo Boeing 787 Dreamliner dell'All Nippon Airways costretto a un atterraggio d'emergenza il 16 gennaio 2013 in Giappone. Un evento simile era accaduto qualche giorno prima su un altro Dreamliner.Le indagini restano a un punto morto anche se la Ntsb, l'ente americano che si occupa di sicurezza aerea, ha fatto sapere di aver individuato il modo in cui s'è sviluppato l'incendio, partito da una batteria al litio difettosa ma non la causa che l'ha originato."Abbiamo individuato una serie di corto-circuiti nella cellula numero 6 - ha spiegato Deborah Hersman, presidente dell'Ntsb - sappiamo che ce ne sono stati diversi e quelli hanno generato l'incendio ma non sappiamo, però, che cosa li abbia causati".Per la Boeing il rischio incendio per batteria difettosa era di 1 su 10 milioni di ore/volo. In meno di 100mila ore di volo totali accumulati dall'intera flotta di 50 Dreamliner operanti nel mondo, invece, ci sono già stati due casi analoghi, oltre ad altri problemi come perdite di carburante o inefficienza dei freni. Per questo tutti i 787 sono stati messi temporaneamente a terra con disagi per vettori e passeggeri. La sola Ana, primo operatore al mondo a usare i Dreamliner, ha cancellato quasi 2mila voli, con perdite di milioni di dollari."Non abbiamo raggiunto ancora una conclusione - ha aggiunto a Hersman - Abbiamo ancora molto lavoro da fare ma appena idenficheremo una causa o un difetto lo comunicheremo a tutti".La Boeing, intanto, pur continuando la produzione dei 787 ha "congelato" le consegne in attese che si faccia chiarezza e i Dreamliner possano tornare a volare.(Immagini Afp)