Monza (askanews) - La passione dei russi per i mobili importanti, come questo divano angolare con seduta di cinque metri lineari, è stata la salvezza di un piccola impresa artigiana della Brianza, la Asnaghi, che nel 2003, vista la crisi del mercato interno, ha tentato la via dell'export e oggi vende direttamente all'estero quasi il 75% della sua produzione. Una percentuale che come sottolinea il direttore generale, Leonardo Asnaghi, sale quasi al 100% se si considerano anche le esportazioni indirette."I russi sono segnati nell'animo da un amore profondo per l'Italia che deriva dalla loro storia. Gli italiani del passato hanno fatto innamorare i russi del nostro Paese, della nostra storia, e noi ne approfittiamo anche un po', nel senso che siamo agevolati dalla percezione che hanno dell'Italia e dell'italianità".Oggi la Asnaghi fattura tre milioni e mezzo di euro, ma resta una piccola impresa e la sua dimensione ridotta, indicata da sempre come il principale punto debole delle aziende italiane che si affacciano sui mercati esteri, può anche rivelarsi un punto di forza."E' un vantaggio nel momento in cui l'imprenditore è capace di sfruttare la snellezza della propria azienda. Noi dalla sera alla mattina possiamo decidere di cambiare se ci rendiamo conto che abbiamo commesso un errore. E' uno svantaggio dal punto di vista della massa critica di investimenti che si possono impiegere per sviluppare un mercato".Per questo imprese di questo genere chiedono alle istituzioni come l'Ice e le Camere di commercio un ulteriore aiuto per fare massa critica quando serve e selezionare i potenziali clienti stranieri.