Roma, (askanews) - Accordo o uscita della Grecia dall'Europa? Ovvero "Grexit" o non "Grexit"? La questione è ancora in stallo, dopo l'ennesima riunione inconcludente e il 22 giugno torneranno a riunirsi i capi di Stato e di governo per cercare una soluzione. Si chiede alla Grecia di offrire delle proposte che possano andar bene alla Bce e al Fondo monetario internazionale, che ha fissato al 30 giugno il termine ultimo per restituire il prestito e non finire in default.Il tempo stringe. La Commissione europea ha ribadito che l'unico scenario a cui si lavora, al momento, prevede che la Grecia resti saldamente ancorata nella zona euro. Il premier Alexis Tsipras, in un'intervista, ha sottolineato come l'uscita dall'euro "sarebbe l'inizio della fine dell'Eurozona" e rappresenterebbe "un passo irreversibile".Ma ad Atene si respira un clima di paura per il futuro e si spera in una svolta."Personalmente, non voglio che si esca dall'Europa - spiega Theodoris, impiegato - sarebbe un male per il Paese. Spero che trovino un accordo. Purtroppo - dice riferendosi alla corsa a prelevare soldi in banca - non ho scorte e risparmi nascosti sotto il materasso come molti greci"."Il nostro futuro? Non credo sia fuori dall'Europa - aggiunge Nikos, un altro ateniese - ma se resteremo, saranno comunque tempi difficili".