Milano, (TMNews) - Gli affari cinesi corrono lungo i binari africani. E' cronaca recente che l'Impero celeste abbia sottoscritto un accordo con il presidente keniota Uhuru Kenyatta per costruire una nuova linea ferroviaria tra Mombasa e il resto dell'Africa orientale, che rimpiazzerà la vecchia linea coloniale, la Lunatic Express. Si inizierà con un collegamento con Nairobi, poi si raggiungeranno Uganda, Rwanda, Burundi e Sud Sudan. Tutto questo per i passeggeri, certo, ma soprattutto per il trasporto merci che, inutile dirlo, saranno made in China"La Cina è il più grande Paese emergente al mondo mentre l'Africa è il continente che ne ospita il maggior numero - diceva in occasione dell'accordo il primo ministro cinese Li Keqiang - Le nostre popolazioni insieme contano 2,4 miliardi di persone. Rafforzando la cooperazione, potremo aumentare lo sviluppo per entrambi e cambiare il panorama dello sviluppo globale".E' evidente che l'interesse della Cina è fare dell'Africa il mercato di sbocco dei propri prodotti. E per fare questo non solo realizza commesse ma le finanzia, bruciando i concorrenti. Dei 3,8 miliardi necessari per la nuova linea ferroviaria il 90% arrivano da Pechino. Eppure da un po' di tempo si segnalano "crescenti inquietudini" nei rapporti con i partner africani come aveva constatato Keqiang. Per questo la Cina ha deciso di rivedere la propria politica di investimenti in Africa adottando un approccio multilaterale. La risposta concreta per respingere le accuse di noecolonialismo è l'istituzione di un "Fondo Africa per crescere insieme", del valore di due miliardi di dollari che serviranno per offrire contratti anche ad aziende non cinesi e far lavorare di più la popolazione locale.