Mosca (TMNews) - Cento anni fa scoppiava la Prima guerra mondiale. Iniziava allora la "Guerra di successione britannica" che avrebbe stabilito chi doveva ricevere lo scettro dell'egemonia mondiale. In altre parole, se il mondo avrebbe dovuto vivere all'ombra di un "secolo americano" o di un "secolo tedesco".Adesso siamo forse alla vigilia del conflitto per la successione americana. E le armi per combatterlo sono, soprattutto, economiche.Ed è forse in questa chiave che va letta la dichiarazione del numero uno di Gazprom, il colosso russo dell'energia, Aleksey Miller, all'indomani del mega contratto da 400 miliardi di dollari per la fornitura alla Cina di 38 miliardi di metri cubi di gas all'anno per 30 anni.Miller ha avvertito che Gazprom si aspetta "un impatto sui prezzi del gas nel mercato europeo", senza fornire altri dettagli.Una dichiarazione allarmante, alla luce delle tensioni con l'Occidente a proposito della crisi ucraina. Che non appare ridemensionarsi neanche davanti alla garanzie fornite dallo zar di Gazprom: "Se parliamo di Europa, siamo stati e saremo un fornitore affidabile", ha assicurato Miller.Difficile infatti ipotizzare che la Russia voglia evitare di usare la leva del gas per condizionare le politiche di un'Europa disperatamente affamata di gas russo e per inserire un cuneo di frattura con gli Stati Uniti, ben più efficace dell'Armato rossa d'antan che aveva cementato il patto di ferro con Washington.L'accordo con la Cina è davvero strategico quando si pensi che apre un mercato immenso per le forniture di Gazprom che può così rivolgere la sua attenzione lontano da un'Europa dove la domanda è stagnante e i ricavi in netto calo. Mentre si prepara il quadro di fondo planetario per la successione americana.(Immagini Afp)