Buenos Aires (askanews) - A Buenos Aires il Gruppo dei 20 finanziario guarda al futuro del commercio internazionale, a due giorni dall'entrata in vigore delle tasse statunitensi sulle importazioni di acciaio e di alluminio. Il G20 lancia un allarme sui dazi decisi dall'amministrazione Trump, visti come un serio rischio alla crescita globale. Nonostante questo, nel comunicato finale i ministri delle finanze e i banchieri centrali delle 20 principali economie del mondo non hanno condannato apertamente la politica dei dazi ma hanno eliminato la frase in cui si diceva che "si riconosce il ruolo di strumenti legittimi di difesa commerciale" che invece era nel documento di luglio ed era fortemente voluta dall'amministrazione Trump. Per questo si è scelto, spinti dalla posizione europea di tornare a puntare sul dialogo.

Secondo i partecipanti al summit l'espansione economica più ampia e più forte dall'inizio del decennio potrebbe essere messa a repentaglio se i governi attuassero politiche commerciali sleali.

Altro argomento all'ordine del giorno è quello delle criptovalute, sulle quali si attende una presa di posizione multilaterale volta a spezzare il legame fra valute digitali e riciclaggio di denaro, evasione fiscale e finanziamento del terrorismo.