Roma, (askanews) - Il cambiamento della pubblica

amministrazione "è stato percepito come la madre di tutte le

riforme. La P.A. cambia attraverso tre grandi leve: la leva delle

norma, usata tantissimo forse anche troppo; la leva delle

tecnologie, usata ma spesso con scarsa competenza. La leva delle

persone, usata ancora molto poco. Credo che la pa cambi se usiamo

tutte queste tre leve facendole andare nella stessa direzione che

è il cambiamneto del paese, che è il sostegno alle riforme di cui

questo paese ha assolutamente bisogno". Alla vigilia del Forum PA

che si terrà a Roma dal 24 al 26 maggio, il presidente Carlo

Mochi Sismondi spiega il cambiamento ancora

necessario nella pubblica amministrazione, dalla cittadinanza

digitale alla security. Temi che saranno affrontati nella 27esima edizione del Forum

"La cittadinanza digitale - ha detto Mochi Sismondi - è

introdurre nuovi diritti, è la cittadinanza dei nostri tempi,

quella che è fatta della possibilità di partecipare alle

decisioni attraverso Internet, ma anche di avere diritti e

servizi immediatamente fruibili on line per tutti quanti.

L 'Italia è il paese in Europa che ha il maggior numero di servizi

disponibili ed il minor uso di tutta Europa, siamo al terz'ultimo

posto su 28. Questa è la grande sfida che non può essere fatta

solo con le norme, e forse neanche con la sola tecnologia.

Bisogna cambiare i comportamenti, avere tanta tenacia e costanza.

E abituarsi a pensare che le persone sono risorse, non pesi".

Alla 27esima edizione del Forum si parlerà anche di sicurezza.

"Ancora la pubblica amministrazione ha scarsissima consapevolezza

della sua fragilità pur essendo tra le grandi organizzazioni la

più fragile. C'è bisogno di una grande sforzo. Un grande quadro

nazionale di accordo per la sicurezza che dovrà coinvolgere i

privati, la ricerca e l'università e le amministrazione, per

lavorare insieme per portare avanti un tema che è ancora

sottovalutato e che è presentissimo. Ci sono milioni di attacchi

alla settimana, e di cui non ci rendiamo conto. C'è moltissimo da

fare"