Roma (TMNews) - Il capitalismo finanziario che è all'origine della crisi è compatibile con la democrazia? Se ne discute a Roma al convegno promosso dalla Fondazione Cercare Ancora presieduta da Fausto Bertinotti e sostenuto dalla Fondazione Roma a cui partecipa l'americano James Galbraith, figlio del grande economista e ambasciatore John Galbraith, teorico della "società affluente". "Capitalismo e democrazia - dice Emanuele Emmanuele, presidente della Fondazione Roma - hanno convissuto nei secoli e continueranno a farlo. Certo, la finanziarizzazione che è prevalsa negli ultimi anni sull'economia reale e sul manifatturiero rischia di compromettere il dialogo tra democrazia e capitalismo, che storicamente ha avuto la funzione di sostenere con la finanza il lavoro e la diffusione del benessere. La finanziarizzazione sta emarginando il mondo del lavoro a favore di una visione che punta solo sulla circuitazione monetaria. Questo è un pericolo, ma da qui a dire che la democrazia è a rischio ce ne corre". "C'è sempre stata tensione tra democrazia e potere finanzario in tutti i Paesi - dice James Galbraith - Oggi il rischio è molto aumentato per la concentrazione di potere. Bisognerebbe ridurre la dimensione delle banche e cambiare il management bancario per far tornare le banche alle dimensioni e alle funzioni di sostegno all economia reale di 30 o 40 anni fa. Questo è un obbiettivo utile e raggiungibile".