Roma, (askanews) - "Questo tipo di infrastrutture una volta definite immateriali, oggi digitali siano un elemento di competizione impresindibile sul quale però il nostro paese deve fare una riflessione, che si è assunto attraverso Open Fiber, per cercare di recuperare anche un certo tipo di ritardo".

Lo ha affermato il presidente di askanews, Giuseppe Cornetto Bourlot, aprendo i lavori del convegno Italia a Tutta Fibra su scenari e prospettive dello stato della banda larga in Italia e nel mondo.

"Se ci andiamo a comparare con gli altri paesi, primi fra tutti gli Stati Uniti che hanno fatto e vinto la scommessa digitale vediamo come hanno abbandonato l'infrastruttura materiale rispetto a paesi come l'Italia. Porto sempre come esempio quello del treno che unisce New York e Washington. Dovrebbe essere la tratta più importante di collegamento di merci e soprattutto persone, invece rispetto agli standard della capacità della nostra rete di trasporti è assolutamente inefficiente, inefficace e obsoleta.

Per Cornetto Bourlot, "oggi che le tecnologie crescenti ci chiedono continuamente nuovo spazio per le autostrade digitali siamo partiti sì con ritardo ma con una intenzione molto forte, come ci dicono i numeri di Open Fiber, con investimenti già stabiliti di oltre 6 miliardi di euro e questo fornisce la misura quantitativa di quello che può essere questo tipo di sviluppo".

"Ritengo importante anche il ruolo dell'informazione - ha concluso Cornetto Bourlot - perchè la consapevolezza dell'opinione pubblica non è sufficientemente edotta. Anche perchè si parla sempre tanto, e troppo, di social network, sia in termini positivi, di condivisione, sia negativi per le problematiche ad esempio legate alla privacy. Ma in realtà non si capisce dove deve viaggiare il traffico dati per le aziende con riferimento alla rivoluzione che abbiamo importato dalla Germania dell'Industria 4.0 che necessita di essere fortemente accompagnata da questo tipo di autostrade digitali".