Milano (askanews) - Certamente l'Expo 2015 poteva essere fatto meglio, ma un risultato l'ha già raggiunto: quello di avere rivitalizzato un genere di evento che sembrava ormai anacronistico. Lo dimostra l'adesione di oltre 140 Paesi, pari al 94% della popolazione mondiale, che ci hanno investito un miliardo di euro, e lo dimostra soprattutto il rinnovato interesse per l'assegnazione delle prossime edizioni. Quella del 2020 se l'è già aggiudicata Dubai, ma per il 2025 si stanno facendo avanti città come Parigi, Londra e San Francisco. Segnali di risveglio di un mondo occidentale, che dopo due esposizioni universali asiatiche e destinate soprattutto a un pubblico locale, sembrava non credere più, dopo il flop di Hannover del 2000, in questo genere di manifestazioni.Merito soprattutto del tema scelto da Milano, quello della nutrizione, che l'uomo non è ancora riuscito a digitalizzare, e che giustifica un viaggio anche nel mondo contemporaneo. "Abbiamo rischiato moltissimo, vista come era la situazione un anno fa. Ma adesso vediamo il traguardo" ha scritto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il bilancio lo si farà solo alla fine, tra sei mesi, e la sfida è quella di portare a Milano 20 milioni di persone. Intanto 10 milioni di biglietti sono già stati venduti, fatto inedito rispetto alle precedenti edizioni, e l'attenzione è tutta spostata sull'area espositiva di 1,1 milioni di metri quadrati nella quale i Paesi daranno il proprio contributo a un tema vitale per il futuro dell'umanità: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri.