Roma (askanews) - Centinaia di reperti archeologici risalenti alle varie fasi della storia di Roma, patrimonio di inestimabile valore, torneranno a 'vivere'. Usciranno dal chiuso delle casse dell'Antiquarium dei musei capitolini, grazie un protocollo tra Enel e Roma Capitale. L'intesa darà la possibilità a ricercatori e studenti delle più importanti università del mondo di analizzare e catalogare i reperti che saranno poi rinviati nella Capitale per essere inseriti in altri progetti. Il memorandum, chiamato 'The Hidden Treasure of Rome' è stato illustrato dall'amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, che ha firmato l'accordo con il sindaco di Roma, Ignazio Marino."Mettere a disposizione di tutto il mondo - ha spiegato Starace - l'enorme patrimonio di cultura che esiste a Roma e in particolare quello che si chiama 'The Hidden Treasure of Rome', le casse che si trovano ancora chiuse nell'Antiquarium e che contengono un'enormità incredibile di reperti da catalogare, potrebbe coinvolgere tanti studenti di archeologia in tutto il mondo che potrebbero veder realizzato un sogno, di avere in mano dei reperti che nessuno ha catalogato e farli loro. Un grande esempio di partnership pubblico-privata". L'iniziativa è già partita negli Usa con l'intesa firmata a maggio scorso da Enel Green Power: 249 reperti di ceramica a vernice nera sono arrivati nell'università del Missouri con la supervisione della sovrintendenza di Roma. Ora il progetto sarà eteso ad altre università e musei del mondo interessati, nei paesi in cui Enel è presente. E l'accoglienza fin'ora, come spiega l'ad di Enel Green Power, Francesco Venturini, è stata più che positiva."L'accoglienza è incredibile - ha detto Venturini - perchè sicuramente la storia che riusciamo a portare fuori, la cultura che riusciamo a portare fuori, è sempre accolta molto bene perchè le radici di questo paese sono sempre molto ben apprezzate. E' nostro obiettivo continuare a farlo e a farlo non solo negli Stati Uniti ma in altre parti del mondo".