Bologna (askanews) - Le famiglie dell'Emilia-Romagna sono ancora felici nonostante la crisi. Solide, ma sfiduciate poiché preoccupate del risparmio, del tenore di vita e del lavoro. E' la fotografia ritratta nel Rapporto "Welfare Italia" realizzato da Censis e Unipol presentato a Bologna. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini guarda al futuro."La nostra regione - ha spiegato - ha un sistema di welfare tra i migliori d'Italia e d'Europa dalla sanità ai sistemi per l'infanzia. Crediamo che lo stato sociale non sia solo un sistema da garantire e da tenere a livelli di efficienza come oggi, ma che mettendo a frutto sempre più il rapporto tra pubblico e privato possa addirittura creare nei prossimi anni posti di lavoro".Il giudizio sulle prestazioni sanitarie è buono ma i cittadini giudicano i tempi di attesa troppo lunghi; per questo spesso ricorrono alla sanità privata, sborsando di tasca propria oltre 3,5 miliardi di euro come spiega Giuseppe Roma, direttore generale della fondazione Censis."Riorganizzare il welfare può voler dire creare la white economy, un'economia di servizi alla persona dove possono trovare lavoro tanti giovani, che può organizzare meglio la domanda e così garantire più efficienza e minori costi".Secondo Pierluigi Stefanini, presidente di Unipol, se pubblico e privato lavorano insieme, si possono ridurre gli sprechi, e ottimizzare il servizio."Uno sviluppo intelligente del welfare può essere motore di sviluppo e non un costo per il Paese, un'opportunità che naturalmente occorre che il sistema Paese nel suo insieme sia capace di mettere in campo, di promuovere, di sviluppare e di sostenere. Sarebbe importante creare1 anche una capacità di innovazione sociale: avere la capacità e disponibilità di lavorare insieme, di costruire condivisione, di individuare terreni di lavoro sui quali si può insieme collaborare, condividere, agire, innovare, trovare soluzioni per aiutare i cittadini ad avere risposta ai bisogni sociali che hanno".