Roma, (askanews) - L'economia circolare fa bene all'ambiente, allo sviluppo dell'occupazione, alla crescita dell'innovazione e alle tasche dei cittadini. E' in sintesi quanto ribadito dalla presentazione di Legambiente e Corepla al centro studi americani di Roma, raccontando numeri e storie di successo del riciclo della plastica.

Driver di competitività per il settore e per l'industria italiana, per la ricerca e innovazione sui nuovi materiali, il riciclo della plastica è infatti un importante contributo al risparmio energetico, alla creazione innovativa di nuova materia prima, alla tutela e valorizzazione del territorio. Come ha confermato il ministro dell'ambiente, Gian Luca Galletti:

"C'è anche un aspetto importante per i territori. Il Corepla ogni anno distribuisce ai comuni e ai territori 280 milioni di euro. Si tratta di una cifra importante. Quindi la raccolta differenziata conviene anche alle istituzioni, non c'è niente che non sia conveniente nella raccolta differenziata".

E anche nel 2016 c'è il segno + per la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, ormai un'eccellenza italiana. Sono 960.000 le tonnellate raccolte l'anno scorso, rispetto alle 100 mila del 1997, e si va dritti verso il milione. Antonello Ciotti, presidente Corepla:

Il 2017 è un anno di svolta perchè partendo dal 1997, l'anno del famoso decreto Ronchi, quando il risultato fu una raccolta di 100 mila tonnellate, quest'anno supereremo probabilmente il milione di tonnellate. E' dunque un'eccellenza italiana a livello europeo

La nuova materia prima derivata dal riciclo degli imballaggi in plastica rappresenta allora un nuovo e potente fattore di competitività, come conferma il Pacchetto Ue sull'economia circolare. E una raccolta differenziata di qualità può permettere ai Comuni la riduzione delle tariffe, mentre Conai, in collaborazione con Corepla, ha introdotto un contributo ambientale differenziato che per gli imballaggi in plastica più facilmente selezionabili e riciclabili significa versare un contributo ambientale inferiore. L'industria adesso sa dove spingere ulteriormente, dopo aver percorso già un grande cammino di sviluppo tecnologico. Ancora il presidente Corepla Antonello Ciotti:

"Nel 2006 noi dai rifiuti di imballaggi in plastica estraevamo 5 prodotti, l'anno scorso siamo arrivati a 16. Significa che dietro a questo passaggio c'è stata un'innovazione e una ricerca svolta da tutti gli attori della filiera".