Milano (askanews) - Una capsula per il caffè espresso compostabile al 100 per cento: una volta consumata, può essere raccolta con il rifiuto umido ed avviata al compostaggio industriale dove, insieme al caffè, diventa compost, ossia concime naturale per il terreno.Il progetto - tutto italiano, e realizzato e utilizzato da due tra le più importanti aziende del made in Italy, Novamont e Lavazza - ha ottenuto a Ecomondo il "Premio Sviluppo Sostenibile 2015 per la categoria "Rifiuti e Risorse". Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile spiega così le motivazioni del riconoscimento."Quest'anno tra e cose più interessanti che abbiamo premiato c'è questa capsula compostabile perché avevamo rilevato che le capsule da caffè si vanno diffondendo sempre di più, e si trovano poi nella frazione umide e creano difficoltà al compostaggio. La plastica compostabile invece è una plastica biodegradabile che se si mischia al caffè, poi, va nel compost e si degrada senza problemi".Di particolare importanza, nelle considerazioni che hanno portato al premio, sono state anche le dimensioni delle imprese coinvolte, Novamont e Lavazza, che assicurano alla capsula compostabile una diffusione davvero significativa e, quindi, un impatto positivo sull'ambiente concreto e reale. Stefania Furfori, Sustainability Specialist di Lavazza:"Il progetto è nato proprio con l'ottica di un miglioramento dell'impatto ambientale del prodotto, e quindi per valorizzare e migliorare il prodotto nell'ambito del fine vita. Il rifiuto non è più un rifiuto fine a se stesso, ma diventa una nuova risorsa, una nuova materia prima nell'ottica di un'economia circolare".La capsula compostabile, realizzata in Mater-Bi, ha richiesto 5 anni di studi e ricerche, spiega, Andrea di Stefano, responsabile Progetti Speciali di Novamont: "Produrre una bioplastica che sia in grado di dare le performance necessarie nel processo di erogazione del caffè è una operazione complessa, era un comparto assolutamente innovativo e quindi c'è stata una ricerca molto approfondita per raggiungere delle performance assolutamente paragonabili alla plastiche tradizionali, ma che nel fine vita dessero l'opportunità di essere smaltite nell'organico".