Roma, (askanews) - Settantaseimila tonnellate di Raee, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, raccolte nel 2014, in crescita del 7% rispetto all'anno precedente. Un'attività che ha consentito di recuperare una quantità di ferro, plastica e alluminio con cui si potrebbero costruire 6 Torri Eiffel, 3 milioni di sedie da giardino e 100 milioni di lattine. Ma soprattutto un'attività grazie alla quale si è evitata l'immissione in atmosfera di 880mila tonnellate di anidride carbonica e risparmiato una quantità di energia elettrica capace di soddisfare il fabbisogno annuo di una città di oltre 75mila abitanti. Sono i numeri contenuti nel "Rapporto di Sostenibilità 2014" di Ecodom, il principale Consorzio italiano per il recupero e il riciclaggio degli elettrodomestici, che da solo raccoglie quasi il 33% dei Raee.Un quadro confortante sul piano dei benefici ambientali. Tuttavia, come ha spiegato il direttore generale di Ecodom Giorgio Arienti, si può e si deve fare ancora molto, perchè si presume che ogni anno in Italia ci siano 500mila tonnellate di Raee che sfuggono all'appello."Ci sono una montagna di Raee di cui non sappiamo nulla, non sappiamo lungo quali canali viaggiano, dove vanno a finire, non sappiamo come vengono gestiti, non sappiamo che danni ambientali procurano e credo che la sfida dei prossimi annui, non per Ecodom ma per il Paese, per l'Italia sarà quella di provare a tracciare tutti questi flussi di Raee, scoprire dove vanno a finire chi li tratta, come vengono trattati, in quanti casi questi rifiuti vengono esportati illegalmente come se fossero apparecchiature usate, quindi è davvero una specie di indagine poliziesca".