Milano, (TMNews) - Prima i complimenti per la qualità del lavoro, poi la doccia fredda con la comunicazione di chiusura dello stabilimento. E' con un misto di incredulità e rabbia che i 730 dipendenti dello stabilimento Michelin di Joue-les -Tours dove si producono pneumatici per i camion, hanno accolto la notizia che diventerà effettiva entro la prima metà del 2015, come spiega Olivier Coutant del sindacato Sud. "Una depressione totale dopo l'annuncio, ma anche un sacco di amarezza perché Michelin ci ha ingannato e ci ha preso in giro. E' da 15 giorni che facciamo i complimenti agli operai per la qualità del lavoro e per il loro impegno e ora dobbiamo comunicargli che chiuderemo e perderanno il posto di lavoro".Le ragioni della chiusura sono molto simili a quelle annunciate dalla rivale Goodyear per lo stabilimento di Amiens Nord: mercato in calo, costo della manodopera e della produzione non più competitivi e prospettive di ripresa sempre più incerte. Una situazione critica, estesa a tutto il settore manifatturiero che spinge le imprese, in Francia come in Italia, vedi la Bridgestone di Bari, a chiudere stabilimenti per aprirli in altri paesi, in prevalenza dell'Est, dove ci sono condizioni più favorevoli. Michelin da parte sua ha annunciato 800 milioni di euro di investimenti in Francia e ha promesso che ai 250 dipendenti più anziani di Joue les Tours sarà offerta l'opportunità di restare per lavorare sui prodotti semilavorati, mentre agli altri 480 sarà offerto il trasferimento in un altra fabbrica oppure una buona uscita. Ora la parola passa al tavolo dei negoziati, sul quale probabilmente si farà sentire il peso del governo, molto sensibile al tema della delocalizzazione, soprattutto se riguarda gruppi francesi come dimostra il caso dello stabilimento della Citroen Peugeot di Aulnay sous Bois.(Immagini Afp)