Roma, (askanews) - "Le priorità di Governo? Le devo prima raccontare alle commissioni parlamentari ma ci sono un paio di cose su cui poter ragionare". Sul fronte "delle risorse innanzitutto: c'è un tema di quantità, nel senso che senz'altro c'è bisogno di più risorse. Ma c'è però anche un tema di qualità, che vuol dire ragionare sulle modalità, le finalità, e a volte anche le tempistiche con cui le risorse vengono spese".

Così il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha illustrato in sintesi le prime linee d'azione del suo dicastero a margine della presentazione del rapporto Io sono cultura di Fondazione Symbola e Unioncamere.

"Se si va in giro per l'Italia ci si rende conto che magari ci sono fior di fondi, anche disponibili su conto corrente, che per tutta una serie di ragioni o stanno fermi o devono essere spesi per esempio in emergenza - ha detto Bonisoli -. I problemi dietro possono essere tanti ma questo non è qualcosa che ci aiuta. Che sia nella musica, nel cinema, nell'arte, nella tutela, si tratta di un tema di cui dobbiamo farci carico". Poi "c'è un tema legato al metodo con cui decidere quali sono le azioni da fare e personalmente penso che noi politici dobbiamo avere un minimo di ascolto in più, per la responsabilità di cui siamo stati investiti, che può aiutare".

"Ascolto però non significa che decidono gli altri, sono bravissimo a sbagliare da solo, non ho bisogno di qualcuno che prenda le decisioni al posto mio - ha precisato il ministro -. Quello che voglio è però sentire gli altri che cosa ne pensano, cercare una sintesi e poi decidere. Questo per me è fondamentale perchè solo attraverso questa metodologia posso creare della mobilitazione, della condivisione facendo sì che le persone, quelli che chiamano gli stakeholder, i rappresentanti di interessi, i produttori, i giovani ti vengano dietro. Sennò c'è il rischio di veder calare riforme dall'alto, dando del gufo al primo che si lamenta, e così non andiamo molto lontano perchè prima o poi questa cosa ti torna indietro".

Out 6'55''02