Milano (TMNews) - Prezzi bloccati e aumenti ridotti di due volte e mezzo rispetto al 2012. Il dato medio dell'inflazione, comunicato dall'Istat, si attesta per il 2013 a +1,2% rispetto al +3% del 2012. Notizia apparentemente positiva per il portafogli degli italiani, ma che è frutto di un sostanziale crollo della domanda di beni e consumi, indice di un circolo vizioso innescato dalla crisi economica, che dunque si manifesta anche sotto forma di prezzi che non crescono. Il rischio è dunque ora quello di una situazione di deflazione che potrebbe colpire il nostro Paese, ma anche l'Europa.Contestualmente ai dati dell'Istat arrivano anche i numeri di Bankitalia, che certificano un nuovo record per il debito pubblico italiano, che a novembre ha raggiunto il livello di 2.104 miliardi di euro. Il quadro, insomma, resta complesso anche se i dati positivi sulla produzione industriale in Italia e in Europa avevano suscitato un lieve ottimismo.