Roma, (askanews) - "L'Italia rimane la seconda manifattura europea e una delle prime dieci del mondo. Il suo contributo al Pil nazionale diretto è di circa il 17%, il doppio se si considerano i servizi collegati. Circa 8 milioni di italiani vivono di industria. Tuttavia l'industria italiana è malata. I suoi mali sono antichi e si sono via via aggravati nell'allargarsi della competizione globale. Il modello di specializzazione tradizionale, una produttività cresciuta troppo poco, scarso livello di digitalizzazione, scarsa integrazione con i servizi, livelli di conoscenza della manodopera insufficienti"."Oggi viviamo tutti una fase di grande preoccupazione e per troppo tempo abbiamo trasmesso ai più giovani un senso di abbandono e sfiducia. Voi siete un'iniezione di fiducia e ottimismo. Voi sarete chiamati a ridare al Paese il peso che merita. Su di voi bisogna contare e a voi bisogna dare fiducia e spazio".