Roma,(askanews) - Non abbiate paura a usare la vostra carta di credito, il bancomat, di fare transazioni online o con il telefonino, o, in un futuro prossimo di completare un acquisto digitale con un tweet. A Palazzo Marini a Roma si è discusso di come "fare sistema paese" sui pagamenti elettronici, un'opportunità per il mondo delle imprese italiane, ma anche per la Pubblica amministrazione, di "innovare per competere". Maurizio Pimpinella, direttore del Crintep - Centro ricerche nuove tecnologie e processi di pagamento - organizzatore dell'incontro: "La campagna culturale deve partire dalla scuole dalle università ma soprattutto deve partire una campagna istituzionale perché i sistemi di pagamento sono sicuri, sono uguali in tutta Europa e il cittadino deve essere consapevole che il sistema di pagamento porta un beneficio non solo al singolo, a tutta la collettività".Mentre la realizzazione dell'agenda digitale del governo avanza lentamente, alcune regioni, tra cui il Veneto e l'Emilia Romagna, si stanno preparando ad adottare i pagamenti digitali verso la Pubblica amministrazione (detti "nodo P.A."), e alcuni prestatori di servizi di pagamento, come Sisal, hanno investito 15 milioni di euro per sostenere l'utilizzo delle carte elettroniche e venire incontro alle necessità dei consumatori. Maurizio Santacroce, direttore Payments & Services Sisal: "Dobbiamo un po' smetterla di aspettare che qualcun altro faccia le cose, penso che si debba fare sistema come paese tanto come pubblico che come privato, come investimenti, come cultura, come azioni nel complesso".Ci sono già esempi di successo, come la Sepa, l'area unica dei pagamenti in euro, o il caso dell'Estonia, prima della classe nell'innovazione elettronica, tra cui i pagamenti digitali. Ma la piccola Repubblica baltica non è l'Italia, ciò nonostante ci sono modelli a cui ispirarsi. Santacroce: "Se penso a Roma, il 3570 (il numero del servizio taxi più diffuso nella capitale) ha fatto ispirandosi a Uber un'applicazione simile. Questo è un buon esempio di come, guardando alle cose che funzionano, più che lamentarsi si possono fare cose analoghe che vanno incontro alle necessità dei consumatori".