Milano, (askanews) - Un importante strumento da utilizzare nel motivare i collaboratori, ma anche una opportunità da sviluppare e far crescere ulteriormente, allargandone il perimetro di impiego: questa in sintesi la lettura che Isabella Covili Fagioli, presidente nazionale Aidp, l'associazone italiana dei direttori del personale, fa dei recenti strumenti di welfare aziendale introdotti con la legge di stabilità del 2015. "Sicuramente per le aziende che noi rappresentiamo, che sono le aziende medio grandi dove esiste una direzione del personale, questo è un grande strumento di engagement per le persone - dice - Quindi vuol dire che si riescono a motivare le persone, e poi, perché no a un costo inferiore quando c'è la possibilita di avere una contrattazione aziendale che lo permetta".

Non tutte le aziende, spiega il presidente Aidp, sono pronte a interpretare al meglio, in chiave strategica, i nuovi meccanismi di welfare: a fare la differenza potrebbe essere la dimensione aziendale e - coerentemente - la struttura e la cultura organizzativa che permettono di impiegare questi strumenti per raggiungere obiettivi che vadano ben oltre il semplice trasferimento di retribuzione con minori costi fiscali. "Sicuramente le aziende medio, medio-grandi sono più abituate, a erano già abituate agli strumenti di welfare a prescindere dalla convenienza. Diciamo che è una strada già aperta da questo punto di vista - spiega Covili Fagioli - Però le aziende anche medie e medio piccole, se hanno una contrattazione aziendale, riescono a intervenire in questo senso".

Isabella Covili Fagioli insiste quindi sulla valenza strategica dei nuovi strumenti e, parlando di come i direttori del personale già si stanno misurando con le nuove norme, aggiunge: "La interpretano per quello che è: un modo per motivare le persone. Oggi l'unica risorsa importante che abbiamo è la motivazione. Avere delle persone che stanno bene sul luogo di lavoro e quindi danno un valore aggiunto fa bene al business fa bene all'azienda, e questo è uno strumento particolarmente interessante a questo scopo".

Il giudizio del mondo imprenditoriale e aziendale sugli strumenti di welfare recentemente introdotti è ampiamente e diffusamente positivo. Ma entrando nel merito il presidente dei direttori del personale elenca anche una serie di auspicabili evoluzioni migliorative. "Ampliare il pacchetto di quanto si può proporre ai dipendenti è sicuramente una strada da seguire - afferma la presidente Aidp - Una chiarificazione legislativa che permetta di non avere dubbi su quello che è detraibile o meno, o esente dalle tasse: anche questo sarebbe un'area di miglioramento. E soprattutto ampliare sia in termini di pacchetto da offrire, sia anche come tetto e relativamente anche per le popolazioni interessate; perchè oggi si arriva solo alle popolazioni che hanno uno stipendio non superiore alle 50mila euro".

Aidp, nell'ambito delle sue attività associative, è impegnata a sviluppare il dibattito sulla tematica e gli strumenti del welfare aziendale con una serie di iniziative e incontri. "Abbiamo tantissime iniziative sul welfare , a livello territoriale e a livello nazionale - conclude Covili Fagioli - Saremo in settembre a parlare di welfare, e saremo in ottobre in Bocconi con il nostro road show istituzionale, un incontro con le associazioni "Lavoro Welfare" e "Ares" che fanno capo a Damiano e a Baretta. E li parleremo di welfare mettendo a confronto la visione accademica con quella pratica, noi porteremo le aziende che parleranno di quello che stanno facendo, e la politica".