Palermo (askanews) - In un momento di crisi economica così forte, un settore che sembra proiettato verso una continua ascesa è quello degloi scambi commerciali tra Sicilia e Serbia. Nei primi sei mesi del 2014 le esportazioni sono state di oltre 1,1 milioni di euro. Le importazioni hanno superato gli 1,5 milioni di euro. I dati sono stati illustratinella sede palermitana di Confindustria Sicilia, nel corso del"Forum Serbia" organizzato da UniCredit in collaborazione conl'associazione degli industriali, partner di Enterprise EuropeNetwork. Vincenzo Tumminello, responsabile Settore Pubblico eSviluppo del Territorio Sicilia di UniCredit."Pensiamo sia importante cercare Paesi come la Serbia dove c'è ancora uno spazio di crescita - ha detto Tumminello -. Paesidemocraticamente ancora abbastanza giovani, con un'economia disviluppo, che offrono opportunità sia per costo di lavoro, cheper regole fiscali favorevoli. Dove imprenditori siciliani chehanno visione e capacità possono avere buone opportuniàtà dicrescita".Fino ad oggi la Serbia è stato vista come un territorio dove delocalizzare, per i costi di lavoro e produzione ridotti. "Però è anche un mercato che cresce, la domanda interna sta migliorando, ci sono degli spazi per le nostre aziende nei settori come le eccellenze, penso all'agroalimentare, al vino e non soltanto"."Bisogna però arrivare presto", ha aggiunto Tummiello, perché questi mercati crescono e diventano maturi in fretta. "Di contro, alla Serbia interessa soprattutto acquisirecompetenze e conoscenze. Il loro interesse è avere aziende che portino tecnologia e innovazione di prodotto, di servizi, di marketing".