Roma (TMNews) - L'Europa ha commesso un solo grande errore: l'euro. Non vuol dire, però, che bisogna abbandonarlo ma anzi è più che mai necessario oggi cambiare la struttura dell'eurozona e andare avanti con le riforme strutturali. Con questa lucida analisi, Joseph E. Stiglitz, premio Nobel ed economista fra i più influenti al mondo, è intervenuto alla conferenza "Can the euro be saved?" alla Luiss nell'ambito della XIV edizione delle lezioni Angelo Costa per valorizzare le migliori tesi magistrali in economia tramite l'assegnazione di un premio di laurea.Secondo il professore statunitense la crisi economica è stata un disastro causato dall'uomo, non è stata una catastrofe naturale, è stata causata dall'Europa e dai suoi leader. "I salvataggi portati avanti dalla Troika - ha ammonito - hanno portato più danni che benefici ai Paesi coinvolti". In sostanza, per Stiglitz l'austerità è una ricetta che non ha mai funzionato e mai funzionerà.Una tesi condivisa pienamente dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che si è sempre detto europeista convinto con il sogno di vedere gli Stati Uniti d'Europa. In vista delle prossime elezioni europee Squinzi rompe la tradizione degli industriali e lancia un appello elettorale."Votare oggi per l'Europa - ha affermato il numero uno di viale dell'Astronomia - significa non mettere a rischio l'unica grande visione comune costruita nel secondo dopoguerra".Per il leader degli industriali non c'è alternativa all'Europa e all'euro: "Costi e rischi di questa prospettiva sono enormi". Squinzi invita quindi a respingere il virus antieuropeo e dire 'no' agli eurodemolitori. "Il nostro obiettivo - ha osservato Squinzi - deve essere non la distruzione ma la ricostruzione delle condizioni favorevoli all'economia reale in Europa, che si realizza con riforme serie dell'eurozona, cercando di dare maggiore libertà all'impresa e più spinta all'innovazione, nell'economia come nella società".