Milano, (TMNews) - Un settore che soffre la crisi della domanda e le politiche di austerità, e guarda ai mercati esteri per ripartire: la manifattura italiana risponde con export e innovazione alle carenze sul fronte interno, piazzandosi seconda in Europa e quinta nel mondo per surplus della bilancia commerciale con l'estero. Per Marco Fortis, docente di Economia industriale e commercio estero all'Università Cattolica, il futuro è positivo: la domanda deve ripartire: "Un Paese non può vivere senza un mercato domestico, è ora che si gettino le basi per un rilancio: l'euro è nato per essere la moneta forte di un mercato ricco".Il settore è protagonista del dibattito "Il nuovo manifacturing italiano. Tra l'esempio americano e i modelli asiatici", organizzato da Aspen Institute a Milano. La parola chiave perchè le imprese restino competitive è innovazione, spiega il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca, ma le risposte devono arrivare anche dalla politica: "La politica deve semplificare se stessa e la vita degli imprenditori, una riforma a costo zero e la seconda è la semplificazione della struttura dello Stato