Roma, (askanews) - Sul codice degli appalti serve un tavolo di concertazione piuttosto che una riscrittura, perché procedere subito a una revisione, proprio ora che il nuovo quadro normativo sta iniziando a funzionare, rischia di avere un effetto boomerang e di frenare di nuovo l'economia. Lo spiega Giuliano Di Pardo, fondatore dello Studio legale Di Pardo che ha promosso un convegno a Roma, organizzato dal gruppo Hdrà, proprio sui problemi del nuovo codice.

Dallo stallo si esce "sicuramente attraverso una concertazione tra diverse forze che possono mettere in campo diverse competenze e possono portare a rimodellare il codice con regole certe, regole chiare, semplificando al massimo ma senza riscrivere totalmente il codice. Perché dopo un anno di stasi dalla sua entrata in vigore oggi sta cominciando a funzionare - ha detto Di Pardo - perché i provvedimenti attuativi pian piano vengono emanati dagli organi competenti".

Operare adesso una radicale revisione delle regole rischierebbe paradossalmente di frenare le gare di appalto. "Probabilmente sì - avverte il legale - si bloccherebbero le gare. Gli operatori dovrebbero avviare una nuova fase di apprendimento di tutta la normativa, una nuova fase di rodaggio che ovviamente rallenterebbe necessariamente l'economia e creerebbe ulteriori problematiche relative al contenzioso che potrebbe sorgere data l'incertezza". Una fase di riflessione quindi "è una fase necessaria - conclude Di Pardo - è una fase che richiede un approfondimento sia normativo che giurisprudenziale".