Roma, (askanews) - Aperta e in corso a Marrakesh la COP22, la conferenza dell'Onu sui cambiamenti climatici chiamata a scrivere le regole dell'accordo di Parigi entrato in vigore. Il punto di askanews con l'economista Valentino Piana, tra i massimi esperti in Italia di economia decarbonizzata e traduttore dell'accordo di Parigi della COP21.

"La COP22 rappresenta rispetto all'accordo di Parigi sul clima il battito d'ala che tutti si aspettano - dice Valentino Piana - per un'implementazione che molti paesi hanno già cominciato. E sono loro che scriveranno le regole per cercare di dare trasparenza e forza agli aspetti facilitativi dell'accordo, perchè rispetto a Kyoto l'accordo di Parigi punta a far capire gli interessi e a metterli insieme".

Controlli e contrappesi economici: questi i fondamentali delle regole da scrivere?

"Gli investimenti che si profilano sono colossali, ed è importante che siano trasparenti, dimostrando come verranno utilizzati i soldi, chi li mette, chi vince gli appalti, e poi verifica articolo per articolo, anno per anno, paese per paese, di ciò che ciascuno sta mettendo in campo. La questione poi è come coinvolgere il settore finanziario, che a sua volta è interessato a regole certe, e quindi oltre al tavolo delle regole c'è il tema della mobilitazione e rafforzamento del cosiddetto portale Nazca che è e diventerà ancora di più con la COP22 il luogo dove la società civile, il settore privato, gli investitori, le città e le regioni esprimono i propri desiderata ma anche i propri impegni cercando di mettere gambe a qualcosa che non è solo nelle mani degli Stati".

Il tema del clima non è più appannaggio solo degli ambientalisti, è un tema dunque finanziario, con le agenzie di rating interessate in primis. Siamo in una nuova era, l'antropocene, dove l'uomo modifica il pianeta, e siamo in una nuova era economica. Ma la green economy, con la COP22, come configurerà il rapporto con l'economia fossile?

"Per decenni abbiamo visto le forze della globalizzazione puntare di volta in volta su vie diverse, come far sviluppare come un fungo la Cina. Oggi quelle stesse forze vengono scatenate verso l'obiettivo climatico, quindi l'accordo di Parigi è stato un segnale fortissimo al mondo che vola sopra i governi, e che investe in quei paesi che stanno sul pezzo e disinveste dove è più pericoloso. Quindi molti giacimenti fossili non verranno più utilizzati, non ha più senso andare ai confini della terra per prendere risorse di cui non abbiamo più bisogno. Il grosso dell'incremento delle domande di energia verrà delegato alle rinnovabili, quindi è chiaro che si spostano competenze, chi ha la capacità finanziaria deve provare a fare una propria transizione. Ma nello stesso tempo cosa succede quando nel mezzo di una rivoluzione qualcuno si attarda su tecnologie vecchie? Basta immaginare cosa può significare continuare ad usare le vecchie pellicole fotografiche nell'era del digitale".