Roma, (TMNews) - Le Casse di previdenza professionali sono preoccupate per il loro futuro, all'indomani della sentenza della Corte di Cassazione che vanifica la norma della Legge di Stabilità che prevedeva un rigido parametro pro rata nel taglio delle pensioni. Ovvero non consentiva di percepire -in rapporto- più di quanto versato. Una sentenza accolta con perplessità dalle Casse, che si trovano in questi anni di crisi economica a dover trovare un equilibrio tra la sostenibilità di lungo periodo dei rispettivi sistemi pensionistici e l'adeguatezza delle prestazioni previdenziali dei loro iscritti.La Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri ha organizzato una tavola rotonda sul tema "Il futuro delle Casse di previdenza". Il presidente, Luigi Pagliuca:"La sentenza della Cassazione ci ha colpito molto, abbiamo fatto una valutazione in circa 10% del patrimonio delle nostre Casse. Ma o mando i miei colleghi in pensione più tardi, o dovrei alzare i contributi e in questo periodo è impossibile".Possibili soluzioni sono state analizzate durante il convegno che si è svolto a Roma. Come spiega Alberto Brambilla, docente di gestione delle forme previdenziali pubbliche e complementari presso l'Università Cattolica di Milano: "La Cassa deve avere una sostenibilità finanziaria e una equità intergenerazionale. Se si vuole dare grosso valore a questo bisogna fare anche delle riforme dure. Auspico che sia il governo che la Cassazione possano risolvere questo problema e garantire la continuità delle Casse".