Milano (TMNews) - A poco più di 500 giorni dal via, l'area che ospiterà l'Expo 2015 inizia a prendere forma ed è quasi pronta al giro di boa, cioè la costruzione dei padiglioni nazionali. In questo grande formicaio, dal quale emergono solo decine di torrette di servizio e poco più, lavorano senza sosta quasi 800 persone, ma nel giro di qualche mese saranno 3.500 e la tabella di marcia, come ha verificato di persona il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, sembra rispettata nonostante i ritardi del passato: "Le opere adesso stanno procedendo, c'è un termine, il 30 aprile 2015, oltre il quale non possiamo andare, ma noi siamo specialisti nella corsa e devo dire che sono ottimista sul fatto che tutti i lavori previsti si concluderanno in tempo utile".L'area è divisa in percorsi ortogonali, come un accampamento romano, e lungo l'asse principale lungo un chilometro e mezzo, il decumano, si vede già un esempio delle grandi vele che proteggeranno i visitatori da sole e pioggia. Tutto intorno scorre l'acqua del nuovo canale e il commissario unico di Expo 2015, Giuseppe Sala, è pronto a consegnare entro Natale i primi lotti a Paesi come Germania, Svizzera, Cina e Giappone. "Il mio obiettivo fondamentale a questo punto è riuscire a mantenere i 60 padiglioni dei Paesi, che vuol dire record nella storia di Expo".L'altro asse, il cardo, è una strada perpendicolare di 350 metri, appena abbozzata, lungo la quale si distribuirà la partecipazione italiana.