Milano (TMNews) - Segnali di ottimismo dalla Bce che nell'ultimo bollettino mensile si è spinta fino a pronunciare la parola ripresa per l'economia dell'Eurozona. Un'inversione di tendenza che dovrebbe manifestarsi già a partire dagli ultimi mesi del 2013 per poi proseguire nel 2014. Certo, avverte la Bce, sarà una ripresa "graduale" e i rischi per le prospettive economiche dell'area euro "continuano ad essere orientati al ribasso", ma sui mercati, vero termometro della ripresa, si respira un'aria di ottimismo al punto che, osserva sempre la la Banca Centrale, il recente taglio dei rating della Francia e dell'Italia ha avuto impatti limitati sui corsi obbligazionari.Nonostante i segnali di miglioramento tuttavia non è ancora giunto il momento di abbassare la guardia e infatti l'istituto guidato da Mario Draghi avverte che la politica monetaria resterà accomodante finché sarà necessario, con tassi di interesse visti su livelli pari o inferiori a quelli attuali. E a conferma della fragilità del quadro macro, la Bce ha leggermente tagliato anche le stime di crescita del Pil per i prossimi tre anni. Ma a preoccupare gli economisti di Francoforte è soprattutto il mercato del lavoro. La disoccupazione è confermata al 12,3% per quest'anno, ma nel 2014 aumenterà fino al 12,4%.