Roma (Askanews) - Rilanciare la competitività dell'autotrasporto con una politica che argini la concorrenza sleale dei Paesi dell'Est europeo, riduca i "lacci e lacciuoli" che ostacolano le imprese, sviluppi le infrasstrutture stradali e i nodi di interconnesione con i porti e le ferrovie. E' la richiesta al Governo di Thomas Baumgartner, presidente di Anita, l'associazione confindustriale delle maggiori aziende nazionali di autotrasporto che festeggia i 70 anni di vita, e titolare della Fercam di Bolzano, una delle maggiori imprese del settore. "In 70 anni - dice Baumgartner in questa videointervista - Anita ha accompagnato lo sviluppo industriale italiano. In questi ultimi 5-6 anni abbiamo subito gli effetti della crisi, sia in termini di riduzione della massa trasportata, sia per l'attacco dei vettori dell'Est europeo che operano in condizioni di favore perchè il costo della manodopera in quei Paesi è molto inferiore a quello delle nostre aziende. E' importante che l'Italia riconosca l'importanza del nostro settore che occupa il 6,9% dei dipendenti totali del settore produttivo, produce il 6,% del valore aggiunto e il 7,8% del totale del costo del lavoro, con 350-400 mila dipendenti". Oltre alle agevolazioni sui carburanti e sulle tariffe autostradali, secondo Baumgartner "è importante che le aziende riescano ad aumentare la produttività con la rimozione di alcuni lacci e lacciuoli come i divieti di circolazione che sono un costo perchè ci obbligano a tenere fermi i mezzi. Bisognerebbe poi favorire le politiche di aggregazione delle imprese. E infine ci sono le infrastrutture, perchè la produttività aumenta se riusciamo ad aumentare la velocità commerciale dei nostri veicoli che invece negli ultimi trent'anni è sempre diminuita. Quindi investimenti per potenziare le infrastrutture nei nodi autostradali, negli accessi ai porti, nei valichi alpini e negli interporti, per favorire l'intermodalità. Vediamo che negli ultimi tempi il Governo ci dà ascolto e siamo fiduciosi che in futuro possa sostenere concretamente il settore e con ciò il Made in Italy, il nostro export e l'intera economia produttiva".