Roma, 13 nov. (askanews) - Aumentano i rischi per la stabilità finanziaria. È l'allarme lanciato dalla Banca d'Italia, secondo cui nell'area euro i maggiori rischi derivano dalla crescita debole e dalla bassa inflazione. Il prolungarsi della stagnazione, infatti, ha conseguenze negative sul sistema finanziario e sui conti pubblici. Un'inflazione vicina allo zero, invece, rende più difficile il riassorbimento del debito pubblico, con effetti negativi anche su consumi e investimenti.In uno scenario in peggioramento, le condizioni finanziarie delle famiglie italiane restano solide, mentre le piccole imprese sono più a rischio. Le aziende di dimensioni minori sono più esposte ai rischi legati alla congiuntura negativa e alle difficoltà di accesso al credito. Invece, per le imprese più grandi e quelle più orientate ai mercati esteri ci sono segnali di miglioramento delle condizioni economiche.La debolezza dell'economia, secondo il rapporto di Bankitalia sulla stabilità finanziaria, condiziona anche l'andamento del credito. La contrazione dei prestiti si sta attenuando ma i finanziamenti alle imprese continueranno a diminuire anche l'anno prossimo. Potrebbero tornare a crescere solo alla fine del 2015. Al contrario, il calo dei mutui alle famiglie dovrebbe interrompersi già nel primo trimestre.