Tokyo (TMNews) - La tensione militare tra Cina e Giappone per le isole Senkaky/Diaoyu, oltre al rischio di un conflitto in Estremo Oriente, ha provocato anche il boicottaggio di massa delle auto giapponesi da parte dei consumatori cinesi. Ora che il clima diplomatico si è rasserenato, alla fiera di Shanghai le aziende del Sol Levante cercano di riconquistare lo sterminato mercato cinese."Io credo - ha spiega Andy Palmer, vicepresidente esecutivo della Nissan - che abbiamo recuperato molto bene dalla disputa. Ed essendo noi una azienda globale, il nostro management cinese ci ha aiutato molto a muoverci in questa situazione"."Questo - ha aggiunto il manager - è il più grande mercato delle auto del mondo e lo è anche per noi. Lo scorso anno qui abbiamo venduto 1,18 milioni di auto e per quest'anno vogliamo arrivare a 1,25 milioni".Secondo gli esperti cinesi, però, a determinare le difficoltà delle case giapponesi non sono state le relazioni politiche tra i due Paesi."I produttori giapponesi - ha spiegato John Zeng - stanno perdendo quote di mercato perché hanno meno modelli, come per esempio i mini-Suv e le auto di media cilindrata".Il mercato cinese, comunque, non fa gola solo a Tokyo, ma anche alle altre case automobilistiche. In particolare quelle tedesche come la Audi, che in Cina sta praticando una politica dei prezzi molto aggressiva. E' il mercato, bellezza, verrebbe da dire.