Roma, (askanews) - Arthur Laffer, uno dei padri della teoria dell'offerta e fra gli economisti di punta negli Stati Uniti durante la presidenza di Ronald Reagan negli anni '80, è uno specialista della tassazione, famoso per aver ideato la "curva di Laffer". Poco dopo l'uscita del suo ultimo libro, l'International Tobacco Taxation Handbook, il governo italiano ha approvato una riforma in questo settore che riduce leggermente la dipendenza dell'imposta dai prezzi. Gli abbiamo chiesto cosa ne pensa. "Uno spostamento della tassazione dai prezzi praticati alle quantità vendute è davvero qualcosa che ha senso: se vuoi limitare l'uso del tabacco, quel che vuoi fare è tassare il tabacco, non il prezzo che alcuni gli applicano"."Chiaramente ci sono regole dell'Ue che dicono che si devono rispettare certe ratio, ma in quest'ambito, quanto più ci si può avvicinare a un'accisa pura, meglio è: perché una tassazione 'ad valorem', sui prezzi, fa spostare i consumatori verso una qualità peggiore di tabacco per risparmiare, perché l'impatto della tassa è minore sui prodotti meno cari. Quindi questo distorce le scelte verso una qualità peggiore, e in effetti quando si parla di tabacco sarebbe meglio mantenere la qualità, entro i limiti del possibile, alta, non bassa".Ma altrimenti, quali possono essere gli effetti di una tassazione troppo spostata sull'elemento del prezzo?"La cosa migliore è passare il più possibile da una tassazione collegata ai prezzi verso un'accisa fissa sulle quantità, altrimenti i prezzi diventano troppo alti. E soprattutto, come su qualsiasi prodotto, non si vuole arrivare a una tassazione così alta da provocare la nascita di un'economia sotterranea, perché a quel punto si perde il controllo. E' fondamentale che il governo possa controllare il prodotto che arriva ai consumatori. Altrimenti il contrabbando diventa preponderante, diviene impossibile mettere in atto una politica di sanità pubblica e di prevenzione. Bisogna limitare il contrabbando al massimo per due ragioni: la prima e più importante è la salute dei cittadini, se c'è contrabbando non si sa quale sia la qualità del tabacco, che agenti chimici ci sono dentro, e non abbiamo informazioni su chi lo acquista. Ma poi c'è un'altro motivo, minore, ma sempre rilevante: il gettito. Se quei soldi li può riscuotere lo Stato invece dei contrabbandieri, è molto meglio".E secondo Arthur Laffer, cosa si dovrebbe fare con i prodotti nuovi, come le sigarette elettroniche? "Non sono un dottore, nel senso che non sono un medico ma un economista: ma se partiamo dal presupposto che le sigarette elettroniche e altri prodotti alternativi a base di tabacco siano molto migliori per la salute, e personalmente credo che sia così, be' in questo caso è chiaro che si vuole avere una tassazione diversa. Quanto più ci si può muovere nella direzione di questi prodotti, meglio è. La politica fiscale deve basarsi sulla differenziazione del'imposta a seconda dell'impatto sulla salute. E' un fatto ovvio: tanto che, se si dovesse arrivare al punto in cui si dimostra che questi prodotti non hanno alcun impatto sulla salute - e non siamo ancora a questo punto - allora per questi prodotti la tassazione non dovrebbe essere diversa da quella che c'è su tutti gli altri prodotti in commercio che non sono tabacco".