Milano, (TMNews) - "Basta insulti al sindacato: guardiamoci negli occhi e discutiamone". Una risposta a Matteo Renzi e un invito al dialogo sul tema del lavoro: arriva tramite Twitter la reazione della Cgil alle parole del premier, che in un video si chiedeva dove fossero finiti i sindacati in questi anni di crescita del precariato."Da sempre ci battiamo per estendere diritti e tutele. Renzi vuole fare lo stesso?" è la domanda che la Cgil si pone sul social, dove illustra i 6 punti per la riforma del lavoro: no ai licenziamenti senza ragione, alla retrocessione in serie B di tutti i lavoratori, al demansionamento; sì a diritti e tutele come malattia e maternità, al contratto a tutele crescenti se si cancellano i contratti che producono precarietà. La regola è "garantire la dignità di chi lavora".Anche la Cisl ammorbidisce i toni con il segretario Raffaele Bonanni: il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa, dice "è un'ossessione, meglio pensare ai disagiati". Niente sciopero, assicura, aprendo a una rimodulazione dell'articolo 18.