Basilea, (TMNews) - Un'industria simbolo di un Paese, non a caso si dice "puntuale come un orologio svizzero", che si schiera contro lo stop ai lavoratori stranieri. I marchi svizzeri dell'orologeria riuniti a Baselworld, la più importante manifestazione mondiale del settore, lanciano l'allarme: il risultato del referendum contro la parità tra svizzeri e cittadini dell'Unione europea nel mercato del lavoro, rischia di mettere in crisi un'industria."Un numero importante di collaboratori che lavorano per l'orologeria svizzera è straniero, residente o frontaliero. Abbiamo bisogno di questa manodopera e di queste competenze, e questo voto ci crea qualche inquietudine: ci auguriamo che le autorità svizzere tengano conto dell'importanza di questa manodopera per il settore" dice Jean Daniel Pasche, capo della Federazione svizzera dell'orologeria."Non possiamo lavorare senza i frontalieri - aggiunge Mark Hayek, capo del gruppo che include marchi come Breguet, Blancpain e Jacquet Droz - se l'Europa e la Svizzera lavorano con intelligenza penso non ci sia alcun pericolo"."Gli stranieri residenti in Svizzera e i frontalieri sono circa il 50% della manodopera del settore, sono preoccupati e cercano soluzioni" continua Sylvie Ritter, numero uno di Baselworld.Thierry Ster, a capo di Patek Philippe, si dice convinto che il legislatore mostrerà flessibilità, se non altro perchè costretto: senza questi lavoratori, dice, saremo costretti a chiudere i negozi.(immagini Afp)