Roma, (TMNews) - La frenata dell'inflazione a giugno "è peggiore delle aspettative, e adesso appare sempre più realistico uno scenario di inflazione negativa. Per la nostra economia, ora stagnante ma già indebolita da sei anni di crisi, si tratta di un rischio potenzialmente fatale". A lanciare l'allarme è la Confesercenti.Il dato dell'Istat, con l'aumento dei prezzi a giugno allo 0,3%, "ci segnala un'inflazione sempre più vicina allo zero, su cui, senz'altro, hanno influito fattori di stagionalità e il rientro delle tensioni esplose sui mercati delle materie prime alimentari a seguito della crisi Ucraina.Circostanze che però, da sole, non bastano secondo Confesercenti a giustificareun'inflazione di fondo sempre più bassa, specchio di una domandainterna ancora debolissima, dovuta alle difficoltà delle impresee all'alto tasso di senza lavoro".Per la Confesercenti serve di ampio respiro: "non basta qualche iniezione di liquidità.Dobbiamo piuttosto intervenire sui nodi che ancora frenano l'Italia, a partire dall'eccesso di pressione fiscale e dalla carenza di credito. Servono soluzioni e proposte da applicare immediatamente per uscire da questa palude ed evitare di diventare il Giappone dei decenni scorsi".