Roma (TMNews) - Chi vive nella grandi città è più ricco, anche rispetto a chi abita in altre città della stessa regione. In Italia i divari territoriali sono profondi e aumentano nel tempo mettendo a rischio la coesione. L'allarme arriva dal Censis.Se si considera il reddito pro-capite disponibile, in ben 18 regioni si sono allargate le distanze tra gli abitanti che risiedono in province diverse. Unica eccezione il Molise.In Lombardia si passa dai quasi 26mila euro per abitante nella provincia di Milano ai poco più che 14mila euro di Lodi, con una differenza tra il massimo e il minimo provinciale di 81 punti percentuali. Nel Lazio si va dai 21mila di Roma ai 13mila di Rieti (57,8% di differenza). La forbice tra massimo e minimo provinciale in Toscana (tra Firenze e Massa Carrara) è del 38,9%. In Emilia Romagna il reddito pro-capite disponibile nella provincia di Bologna è il 34% maggiore di quello di Ferrara. Più piccole, ma comunque significative, le distanze in Veneto: Padova supera del 15,9% Rovigo. E nelle Marche, dove Ancona è più ricca del 13% rispetto ad Ascoli Piceno.Negli ultimi dieci anni i divari si sono ampliati, con territori che hanno corso più veloci e altri che sono rimasti indietro.