Roma, (TMNews) - Nell'accordo fra Alitalia e Etihad, la compagnia degli Emirati viene accolta da tutti - tranne che dai sindacati come una salvatrice, nonostante gli oltre duemila licenziamenti - previsti dal piano industriale.Etihad ottiene quasi la metà dell'azionariato e punta a riportare in profitto la compagnia a partire dal 2017. L'investimento degli emiratini è notevole, supera il miliardo di euro in 4 anni per una iniezione al capitale sociale, per la flotta, il restyling e la formazione del personale.Il rilancio di Alitalia passerebbe per l'aumento delle rotte e degli aerei, inclusa la riapertura del settore cargo.Grande la soddisfazione del governo, a partire dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. L'ingresso di Eithad in quella che era la compagnia di bandiera italiana segna una svolta radicale.Soprattutto, segna la risoluzione di un problema decennale, passato per due operazioni fallite, lo spreco di miliardi in rilanci mai decollati - incluso prima il salvataggio di Stato, poi la celebre cordata italiana. Fallimenti economici e strategici. Ora Alitalia - a parte l'impegno delle banche e di Poste che comunque rimane - si affida, per la gestione, all'estero, con sollievo della politica.