Rio de Janeiro (TMNews) - I Mondiali di calcio sono una sfida sportiva, ovviamente, ma anche una grande partita economica, giocata da colossi globali come Adidas e Nike, in lotta per affermarsi come il brand leader. Una sfida che passa attraverso eventi mediatici come la distruzione, sponsorizzata dall'Adidas, del pullman simbolo della disastrosa spedizione francese ai Mondiali sudafricani del 2010. Non solo scaramanzia e shobiz, però, perché ora i Galletti vestono divise firmate dal grande rivale, la Nike. E la multinazionale americana fornisce le divise al maggior numero di nazionali mondiali, ma Guillaume de Monplanet di Adidas France difende il proprio "parco squadre"."Abbiamo nove team incredibili - spiega il direttore - tra i quali i campioni d'Europa e del Mondo della Spagna, i campioni d'Asia del Giappone, i campioni africani della Nigeria, oltre al Messico. Vedete, conta la qualità, non la quantità. Se aggiungiamo la Germania e l'Argentina di Messi, direi che siamo, come sempre, in un'ottima posizione per vincere la Coppa".Il mercato del merchandising sportivo, su scala globale, vale miliardi e miliardi di dollari e Nike in questo momento ha una posizione egemone, ma nel calcio è entrata solo negli anni Novanta, mentre Adidas qui vanta un regno di lunghissimo periodo. Che però gli americani confidano di detronizzare già dai Mondiali brasiliani."La Coppa del Mondo - assicura il brand presidente di Nike Trevor Edwards - ci aiuterà in tutto il mondo, e il calcio è lo sport numero uno nel mondo. E' un grande momento per i consumatori di ogni Paese e noi porteremo sul mercato prodotti molto innovativi".La sfida dunque continua e una ipotetica finale tra l'Argentina targata Adidas e il Brasile in maglia Nike potrebbe essere più di un super match di calcio.