Rho (askanews) - Il boom della birra artigianale in Italia ha un protagonista indiscusso. Si tratta di Teo Musso, fondatore nel 1996 del Birrificio Baladin di Piozzo, in provincia di Cuneo, che in meno di vent'anni è passato dal primo laboratorio ricavato in un garage a un impianto da 12.000 ettolitri di birra all'anno. Segno di un successo che non impedisce però di sognare ancora più in grande. L'obiettivo è infatti quello di diventare intorno al 2020 il primo birrificio artigianale al mondo completamente autonomo."Noi oggi produciamo l'ottantacinque per cento delle nostre materie prime, abbiamo fatto la prima birra al cento per cento italiana della storia d'Italia. L'obiettivo molto ambizioso che abbiamo è quello di arrivare, con la realizzazione di questo nuovo birrificio, a cavallo tra il 2020 e il 2022, con la chiusura della filiera sotto l'aspetto dell'energia e delle materie prime. Saremmo il primo birrificio al mondo veramente indipendente".Un caso di grande ambizione imprenditoriale che Intesa Sanpaolo ha portato a Expo 2015 nel suo padiglione "The Waterstone". "Senza l'apporto delle banche non si sarebbe arrivati dove siamo. Io sono un figlio di contadini, nato in una famiglia molto semplice".Anche dal punto di vista distributivo la birra viene commercializzata direttamente attraverso una società di distribuzione di proprietà. Il mercato principale è quello italiano, ma l'interesse da parte dei distributori stranieri sta stanno rapidamente favorendo la crescita delle esportazioni in tutto il mondo.