Milano (askanews) - In una Milano dove, per i sei mesi di Expo, si fa già fatica a trovare un albergo che costi meno di 200 euro a notte, ci sono decine di strutture come questa, in pieno centro, dove si può dormire con poche decine di euro. Sono residence e pensionati legati al mondo delle cosiddette cooperative bianche, dove il filo conduttore non è tanto la comune matrice cattolica quanto l'attenzione alla persona. A metterle a sistema ci ha pensato Fabrizio Pozzoli, direttore generale di una start-up, battezzata Strade, che gestirà l'accoglienza turistica degli ospiti di Cascina Triulza, il padiglione di Expo dedicato alla società civile. "Era ed è naturale pensare che mondi più affini a quello dal quale proveniamo fossero gli unici interessati. Con enorme sorpresa invece mondi, Paesi e culture lontane sono state affascinate da questa visione di mobilità e accoglienza".Sono infatti arrivate richieste dalla Colombia, perfino dalla Cina, ma soprattutto semplici gruppi di professionisti, famiglie, disabili o scolaresche alla ricerca di servizi turistici su misura. "La persona che si sposta, sta una settimana in un posto, e improvvisamente ha bisogno di un dentista, per esempio, trova nel nostro sistema anche una cooperativa che ha un ambulatorio a Milano".La sfida è quella di accogliere i turisti in modo professionale, ma con lo stesso spirito di chi, in occasione di grandi eventi religiosi come il Giubileo, apre le porte della propria casa. Se poi chi arriva è ateo, non è un problema: l'importante è che condivida lo stesso spirito.